Asti-e

DICEMBRE 25 11 Asti è | VALLE BELBO L’Eccellenza Nascosta: Le Catte- drali Sotterranee L’Astigiano è terra di grandi vini, ma Canelli ne è il tempio. L’eccellenza che la rende celebre in tutto il mondo non si trova in superficie, ma decine di metri sotto terra: le Cattedrali Sotter- ranee. Queste non sono semplici cantine, sono complessi ipogei di straordinaria bellezza e ingegneria; Scavati a mano nel tufo e nell’arenaria tra il XVII e il XIX secolo, si estendono per oltre 20 chilometri complessivi, raggiungen- do profondità che toccano i 32 metri. Furono create per un obiettivo fonda- mentale: garantire una temperatura e un’umidità costanti, ideali per la lenta e meticolosa seconda fermentazione e l’affinamento dei vini spumanti se- condo il Metodo Classico. Questi labirinti scavati nella roccia, spesso impreziositi da mattoni a vista e volte a crociera che ricordano vere e proprie architetture religiose, non sono solo luoghi di produzione, ma veri monumenti storici industriali. Non a caso, nel 2014, le Cattedrali Sotter- ranee delle aziende storiche (Gancia, Bosca, Contratto e Coppo) sono sta- te dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, come parte del sito dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Visitare una Cattedrale Sotterra- nea è un’esperienza quasi mistica: si percepisce il silenzio, l’odore di muf- fa nobile e di vino in affinamento, e il peso della storia che ogni bottiglia racchiude. La Terra del Moscato e dello Spu- mante L’economia e l’identità di Canelli sono indissolubilmente legate a due vitigni bandiera: 1. Moscato Bianco di Canelli: Va- rietà autoctona che trova qui la sua espressione più elevata. È la base per il celebre Asti Spumante DOCG e per il Moscato d’Asti DOCG, vini aromati- ci, dolci e di basso tenore alcolico, che hanno conquistato i mercati globali. 2. Chardonnay e Pinot Nero: Uti- lizzati per la produzione del Piemon- te DOC Spumante Metodo Classico, che, grazie alle condizioni uniche delle cantine sotterranee, può competere con le più blasonate etichette interna- zionali. L’attività vitivinicola qui non è un semplice business, ma una tradizione tramandata di generazione in gene- razione, un rito che fonde tecnologia moderna e sapienza antica. Tradizioni e Cultura: Tra Fiere e Colline Canelli non vive solo di vino. Le sue colline circostanti, le “Rive”, sono un panorama che cambia colore ad ogni stagione, offrendo spettacoli naturali unici, perfetti per l’escursionismo e la bicicletta. Tra gli eventi più sentiti, spicca la Fiera di San Martino in novembre, un momento per celebrare il vino nuovo e i prodotti autunnali del territorio. Ma l’evento che più di tutti celebra l’iden- tità cittadina è l’annuale rievocazione storica “Canelli Città del Vino”, che riporta la città indietro nel tempo, tra costumi e sapori medievali. Dal punto di vista artistico, oltre alle Cattedrali, meritano una visita la Chiesa di San Tommaso, con le sue radici romaniche, e il suggestivo per- corso della “Sternia”, l’antica strada selciata che conduce al cuore storico della città, regalando scorci panora- mici mozzafiato sulla valle del Belbo e sulle vigne. Chiudiamo in Bellezza Canelli è molto più di una tappa sulla mappa del vino: è una destina- zione che offre una profondità stori- ca e culturale inattesa. A dicembre, quando le nebbie avvolgono le colline e l’aria si fa frizzante, scendere nelle Cattedrali Sotterranee è un’esperien- za di calore e intimità. È lì, tra milioni di bottiglie in paziente affinamento, che si comprende il vero spirito astigiano: un mix di tenacia contadina, visione industriale e un’incrollabile dedizione alla qualità. Visitare Canelli in questo periodo è un brindisi al passato e al futuro, un’immersione nel lusso discreto che solo il Monferrato sa offrire. Non c’è modo migliore per celebrare l’inverno che con un calice di Asti Spumante DOCG, sollevato in onore del lavoro instancabile che fermenta sotto i no- stri piedi.

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