Attività / Costume

Bon Ton, le regole di comportamento per chi non sa come comportarsi

«Perché seguire il galateo? In un mondo sconvolto da incessanti e vertiginose innovazioni di costume, potrebbe sembrare anacronistico parlare di buone maniere. Tuttavia, riflettere sul galateo dei giorni nostri ci conduce a uno specchio parla

di Valentina Ferrero

Il galateo, nato nel 1558 grazie a Monsieur Della Casa su suggeri mento di Galeazzo (da qui il nome Galateo) Florimonte, non è solo un insieme di convenzioni superficiali e cambia con il mutare delle epoche e degli abiti. Nel Medioevo, a tavola si usavano le mani e soffiarsi il naso richiedeva l’uso esclusivo della sini stra: questo preservava la sacralità della mano destra per il cibo. Le buo ne maniere rispondono a un’esigenza eterna dell’uomo: piacere agli altri e apparire migliori di quanto si sia inti mamente. Il galateo diventa un mezzo per coltivare relazioni e mitigare l’istinti va aggressività a favore del rapporto sociale. Nell’epoca attuale, un saluto in ascensore al vicino di casa ancora sconosciuto rivela attenzione e cor- tesia. Le conversazioni, in cui la capa cità d’ascolto non è svanita, sono te sori di comunicazione autentica. Una tavola apparecchiata con cura, dove i commensali trasformano il pasto in un rito garbato, è un gesto di ospitali tà e condivisione. Il galateo moderno raggiunge un vasto pubblico e deve ispirare a uno stile di vita consapevole, arric chendo ogni azione con eleganza e rispetto. Pertanto, offriamo consigli su come applicarlo nelle diverse cir costanze, per il nostro bene e per chi ci circonda. Immaginiamo di essere a una cena formale. Il primo aspetto da tenere in considerazione riguarda il sedersi correttamente: non troppo vicini o lontani dal tavolo. Adottare una postura consona: schiena retta, niente gomiti sul tavolo e gambe con un’angolatura di 90 gradi. Il tovaglio lo va posto sulle ginocchia e portato alla bocca se necessario. Se risulta difficile raggiungere una pietanza, occorre chiedere a chi ne è seduto vi cino la cortesia di porgercelo. La regola più semplice e impor tante: gli alimenti non si maneggiano con le mani, a eccezione di pane e grissini. Il coltello, usato per tagliare, non va avvicinato al viso. Se si ha il bicchiere vuoto, prima di servirsi, è opportuno versarlo anche agli altri ospiti. Infine, ricordate che forchetta e cucchiaio si avvicinano alla bocca, e mai il contrario. Fare una bella figu ra durante una cena formale richiede semplici accorgimenti di comporta mento, intuitivi e applicabili anche ad altri contesti. Buon appetito! (Ma questo, ad una cena formale, meglio non dirlo).