Asti-e

DICEMBRE 25 19 Asti è | VALLE BELBO di Savoia, testimoniando le lotte e gli equilibri politici che hanno caratteriz- zato la storia astigiana. Ma il fascino storico di Monte- grosso non si esaurisce nel castello. La Chiesa parrocchiale di Sant’Anto- nio Abate e, soprattutto, la chiesetta romanica di San Secondo, con i suoi affreschi ben conservati, offrono uno spaccato prezioso sull’arte e la spiri- tualità del territorio. La semplicità e l’armonia delle linee romaniche della chiesetta, immersa nel silenzio della campagna, la rendono una meta im- perdibile per gli amanti dell’arte e della quiete. Il Treno del Vino: L’Eredità della Ferrovia Un elemento distintivo e cruciale per lo sviluppo di Montegrosso d’Asti è la sua vocazione come snodo ferro- viario. La presenza della stazione, stori- camente fondamentale lungo la linea Torino-Genova e sulla diramazione per Alba, ha avuto un impatto straordina- rio sull’economia locale, trasformando il paese in un vero e proprio “Porto del Vino” su rotaia. Questa connessione vitale ha per- messo ai produttori locali di spedire i loro vini, in particolare il Barbera d’Asti DOCG, in tutta Italia e all’estero, con- tribuendo in modo determinante alla fama e al successo enologico dell’A- stigiano. L’asse binario e i magazzini di stoccaggio sono diventati il cuore pulsante del commercio, intrecciando indissolubilmente la storia del paese con quella del suo prodotto più pre- zioso. Ancora oggi, la stazione e le sue infrastrutture, raccontano questa epo- pea, un esempio lampante di come la logistica possa forgiare la prosperità di un territorio agricolo. Le Tradizioni e Vitalità: La Comuni- tà di Montegrosso Nonostante la sua storia millena- ria, Montegrosso è un paese estre- mamente dinamico e legato alle sue tradizioni. Una delle manifestazioni più sen- tite è la celebrazione della festa pa- tronale in onore di Sant’Antonio Abate a gennaio, che unisce riti religiosi e momenti conviviali. Un altro momen- to di grande richiamo è la Fiera del Bestiame (storicamente legata anche alla festa patronale, riflettendo la vo- cazione agricola), e le numerose ma- nifestazioni estive legate al vino e alla gastronomia. L’attività di tutela e valorizzazione del paesaggio è costante, difatti, il comune ricade nell’area del Paesag- gio Vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2014. Questo riconoscimento non è un punto d’arri- vo, ma un incentivo quotidiano a pre- servare l’armonia tra i filari, i boschi e gli insediamenti storici. Le strade del vino, che si snodano attraverso le vi- gne, sono un invito a percorrere il ter- ritorio a piedi o in bicicletta, godendo appieno della serenità e dei panorami mozzafiato. Montegrosso d’Asti, dunque, è molto più di una tappa sulla mappa astigiana. È un borgo che respira sto- ria dalle merlature del suo castello, un’economia che pulsa al ritmo lento e cadenzato delle stagioni in vigna, un luogo dove ogni bicchiere di Bar- bera racchiude l’eco di un treno che fischiava e di secoli di lavoro conta- dino. Visitarlo, specialmente nel rac- coglimento del periodo invernale, si- gnifica connettersi con la radice più profonda e generosa del Monferrato.

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